Abbattuti due palazzi dell’ex Enpam. Si chiude un’epoca
A Pieve duemila persone hanno assistito alla demolizione degli edifici di via delle Rose, simbolo di spreco e degrado
Con otto minuti di ritardo, esattamente alle 14.38, è andato in scena uno degli spettacoli più attesi a Pieve Emanuele: l’abbattimento di due dei dodici palazzoni ex Enpam di via delle Rose. Costruiti nel 1985, sarebbero dovuti diventare il centro direzionale del nascente polo fieristico di Lacchiarella, progetto alla fine mai realizzato perché si preferì l’area di Rho-Pero. Nel corso degli anni sono così rimasti come cattedrali nel deserto, terra di conquista per criminalità e degrado.
Suggellata dall’applauso fragoroso dei presenti, circa duemila persone, l’implosione ha dato il via a quella che dovrebbe essere la rinascita di Pieve Emanuele. La Strada provinciale Vigentina è stata chiusa al traffico e i curiosi, al limite dell’area di sicurezza, hanno iniziato ad arrivare già intorno alle 12. Del resto, l’abbattimento di questi due palazzi era un appuntamento che i pievesi attendevano da molti anni. Per abbattere le due strutture ci sono voluti oltre cento chili di esplosivo. Poi, l’enorme boato. In pochi secondi le strutture si sono sgretolate sotto gli occhi dei circa duemila presenti.
Finalmente, il muro che opprimeva il quartiere è stato abbattuto permettendo alla luce di illuminare l’area. L’operazione si è svolta in tutta sicurezza alla presenza dell’assessore regionale alla Casa, Domenico Zambetti, del presidente di Aler Milano. Loris Zaffra, e del sindaco di Pieve Emanuele, Rocco Pinto, accompagnato da tutta la Giunta. Presenti anche alcuni amministratori dei Comuni limitrofi. «Siamo davanti alla realizzazione di un sogno atteso da decenni – ha detto l’assessore Zambetti – questo è l’esempio concreto dell’importanza della politica dei fatti, quella politica attenta e vicina alle esigenze della popolazione. Ed è la dimostrazione che non lasciamo indietro nessuno. Questa gente, queste famiglie meritano quartieri belli e con servizi all’avanguardia».
L’assessore Zambretti ha quindi sottolineato come questa operazione sia solo il primo passo dell’ampio progetto di riqualificazione del quartiere. Si tratta di una zona di circa 200.000 metri quadrati, composta da dodici immobili abbandonati da molti anni e contraddistinti da gravi problemi di degrado strutturale, mancanza di sicurezza urbana e frequenti occupazioni abusive.
«Questo giorno, i pievesi e in particolare gli abitanti di via delle Rose lo porteranno nel cuore per sempre – spiega l’assessore comunale ai lavori pubblici, Domenico Scordia – è un giorno di festa e per questo preferisco sorvolare sulle polemiche impropriamente sollevate dai soliti scontenti di tutto e di tutti; ma ci tengo a precisare che abbiamo ereditato un paese completamente allo sbando, con progetti a cui era stato dato il via ma che non avevano le gambe per camminare».
Le operazioni rientrano nell’accordo di programma sottoscritto da Regione Lombardia, Comune di Pieve Emanuele e Aler Milano, con l’adesione di Infrastrutture Lombarde e Asset srl.
Nel complesso saranno realizzati 706 alloggi; di questi, 375 saranno di edilizia residenziale pubblica, 185 di edilizia convenzionata e 146 di edilizia libera. Il progetto prevede la definizione di un quartiere multifunzionale che ospiterà quasi 2.000 abitanti.
Saranno realizzate anche strutture commerciali, edifici direzionali, un complesso scolastico, un grande parco centrale connesso al Parco Agricolo Sud Milano e un centro polifunzionale per servizi socio-ricreativi.
L’intervento prevede inoltre la realizzazione di un nuovo sottopasso lungo la Provinciale, che permetterà un collegamento più rapido e diretto con il centro cittadino, e di una centrale di cogenerazione a ridotto impatto ambientale. Il costo della trasformazione dell’area è di circa 170 milioni di euro, di cui 36,5 milioni messi a disposizione da Regione Lombardia e 24 da Aler Milano. Nella primavera del 2012 saranno demolite altre tre torri, per arrivare poi all’avvio dei lavori di costruzione degli edifici di edilizia residenziale pubblica nella primavera dell’anno successivo.
di Massimiliano Saggese
da ILGIORNO.IT