Moto ondoso Adriatico per le rinnovabili

IL MOTO ONDOSO DELL’ADRIATICO FAVORIRA’ LO SVILUPPO DI ENERGIA PULITA

Alcuni studiosi dell’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Venezia) hanno recentemente raggiunto un importante obiettivo scientifico che potrebbe influenzare notevolmente le strategie legate alla produzione di energie rinnovabili del nostro Paese nei prossimi decenni. Nel lavoro vengono infatti “anticipate” le onde che dovrebbero verificarsi all’interno del mare Adriatico nel periodo 2070-2100.

Per raggiungere questo obiettivo, i ricercatori del CNR hanno utilizzato un modello matematico in grado di prevedere il moto ondoso che verrà stimolato dai venti “futuri”, rappresentati a loro volta da un complesso sistema climatico ad alta risoluzione.

Dopo aver “avvalorato” i risultati ottenuti da questo strumento di previsione numerica (attraverso un delicato confronto con i dati riferiti allo stato dell’Adriatico tra il 1965 e il 1994) gli studiosi veneziani sono riusciti, tra l’altro, a concludere che l’altezza media delle onde nell’Adriatico tra il 2070-2100 sarà inferiore di circa il 5-10% rispetto a quella attuale.

Un dato questo, apparentemente insignificante ma che, nel dettaglio, potrebbe fornire ai centri di ricerca e ai futuri investitori, indicazioni utili su dove posizionare e rendere più efficienti i parchi eolici offshore del futuro.

da ECOSEVEN.NET

Corso tecnico in impianti di cogenerazione

ADL GROUP PRESENTA IL CORSO TECNICO IN IMPIANTI DI COGENERAZIONE E TRIGENERAZIONE
Dopo il successo dalla prima edizione, ADL propone nuovamente il corso dedicato agli impianti di cogenerazione e trigenerazione.

ADL Group, attraverso la Rete dei Professionisti dell’Energia, “Energy Professional Network”, e in collaborazione con SOFTel – Centro di Ateneo per l’Orientamento, la Formazione e la Teledidattica dell’Università di Napoli Federico II – presenta la seconda edizione del Corso Tecnico in Impianti di Cogenerazione e Trigenerazione che si terrà presso la Facoltà di Ingegneria dal 3 marzo al 21 aprile 2012.

La tecnologia legata alla cogenerazione e alla trigenerazione permette di realizzare la produzione contemporanea di energia meccanica/elettrica e di energia termica/o frigorifera. L’utilizzo di tali impianti comporta, quindi, diversi vantaggi, sia dal punto di vista tecnico: risparmio energetico, riduzione delle perdite di trasformazione e trasmissione in rete e contenimento delle emissioni dei gas inquinanti; sia dal punto di vista economico con numerosi benefici e un maggiore fattore competitivo per le aziende.

Uno degli obiettivi del corso è quello di fornire una guida per la corretta progettazione, gestione e manutenzione dei sistemi cogenerativi finalizzata al totale adempimento dei fabbisogni elettrici e termici delle utenze. Questo percorso formativo si propone di analizzare anche i nuovi aspetti amministrativi, legislativi e normativi, con particolare attenzione anche all’iter da compiere per ottenere gli incentivi e la connessione alla rete.

Il corso prevede sette incontri per un totale di 28 ore teoriche e pratiche durante le quali è prevista anche una visita guidata presso un impianto di cogenerazione e/o trigenerazione.

Ai partecipanti sarà fornito il materiale didattico e alla fine del corso verrà rilasciato l’attestato a marchio dell’Università di Napoli Federico II e il certificato di competenze a seguito dell’ esito positivo alla prova finale. Il certificato fornisce la possibilità di accedere all’esame EPN – per coloro che non fanno ancora parte della Rete- mentre per I membri EPN è utile al conseguimento di 20 crediti del sistema dei Crediti Formativi Energy al Network.

da INFORMAZIONE.IT

Rinnovabili e Fatturato per Enel Green Power

Enel Green Power, continua la corsa delle rinnovabili : i margini valgono quasi la metà del fatturato
La società controllata da Enel ha presentato il preconsuntivo 2011: i ricavi sono saliti dell’8,7 per cento a 2,5 miliardi, mentre il mol è arrivato a 1,3 miliardi. la crescita grazie agli investimenti nell’eolico e al peso dell’idroelettrico. Annunciato bond tra 1,5 e 3 miliardi

di LUCA PAGNI

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla bontà degli investimenti nelle energie rinnovabili, può guardare i dati del 2011 di Enel Green Power. La società ha presentato il preconsuntivo dell’anno, in sostanza tutti i numeri principali con l’eccezione dell’utile netto. In particolare, sono due i punti più significativi: il rapporto tra fatturato e margine operativo lordo e lo scarso peso del solare, a dimostrazione di come in questo settore ci sia ancora molta strada da percorrere prima di raggiungere livelli di efficenza energetica delle altri fondi “verdi”.

La società controllata al 70% da Enel ha comunicato di aver raggiunto 2,5 miliardi, in crescita dell’8,7% rispetto ai 2,3 miliardi di euro del 2010.  L’ebitda (margine operativo lordo) è stato pari a 1,6 miliardi di euro, con un incremento di 0,3 miliardi di euro (+23,1%) rispetto al 2010 (pari a 1,3 miliardi di euro). Al netto dei proventi straordinari, l’ebitda ordinario è pari a 1,4 miliardi di euro, in crescita di 0,1 miliardi di euro (+7,7%). Come si può notare, il rapporto tra ricavi e mol è a livelli molto alti, superioe al 60 per cento.

Una crescita di questo tipo ha ovviamente dei costi. Non a caso, è salito anche il livello dell’indebitamento netto, salito a 4,1 miliardi contro i 3,1 di fine 2010. Ma c’è da dire che per 500 milioni dipende dal “piano degli investimentio non finanziati dalla liquidità generata dalla gestione corrente”, mentre gli altri 500 milioni sono stati “ereditati” con una serie di acquisizioni.

Significativo anche il diverso peso delle diverse fonti sia in termini di capacità installata sia in termini di produzione di energia. La capacità installata alla fine del 2011 è pari complessivamente a 7.079 MW, di cui 2.539 MW (36%) idroelettrica, 3.541 MW (50%) eolica, 769 MW (11%) geotermica, 102 MW (1%) solare e 128 MW (2%) rappresentata da altre tecnologie rinnovabili (biomassa e cogenerazione). Rispetto al 31 dicembre 2010 la capacità installata netta del Gruppo si incrementa di 9772 MW (+16%) principalmente nel settore eolico.

La produzione netta del gruppo nel 2011 è stata pari a 22,5 twh, di cui 10,1 twh (45%) idroelettrica, 6,1 twh (27%) eolica, 5,6 twh (25%) geotermica e 0,7 twh (3%) rappresentata da altre tecnologie rinnovabili (solare, biomassa e cogenerazione).

La maggior produzione di energia elettrica (0,7 twh, pari a un incremento del 3%) va attribuito principalmente “alla maggiore capacità eolica installata e alla maggiore capacità e disponibilità degli impianti geotermici, controbilanciata da una minore produzione idroelettrica”.

Intanto, la capogruppo ha annunciato il lancio di un bond destinata ai piccoli risparmiatori per un valore comprese tra 1,5 e 3 miliardi.  Le obbligazioni, della durata di 6 anni, saranno offerte in due tranche, a tasso fisso e a tasso variabile. Il taglio minimo sarà di 2000 euro. Il rendimento dipenderà dal successo dell’offerta ma è atteso dal mercato in linea con analoghi collocamenti, attorno al 5-6%.

da REPUBBLICA.IT

Decalogo per cogenerazione di Italcogen

Cogenerazione: il decalogo Italcogen
“L’efficienza energetica può svilupparsi in un mercato competitivo e libero con regole e leggi , per quanto possibile, semplificate ed applicabili in tempi ragionevoli”. Con queste parole esordisce Silvio Rudi Stella, presidente Italcogen, , l’associazione dei costruttori e distributori di impianti cogenerazione, in una nota ufficiale diffusa a seguito del recente recepimento della direttiva sulla promozione delle fonti rinnovabili.

Le associazioni confindustriali del settore, si legge nella nota, chiedono alle istituzioni di attivare un confronto diretto finalizzato al raggiungimento di alcuni obiettivi strategici di settore da inserire in specifici provvedimenti/emendamenti

L’associazione federata ANIMA ha dunque individuato 10 obiettivi strategici che riportiamo integralmente.

1. Rimuovere qualsiasi tipo di onere sull’energia cogenerata (art. 33 comma 5 l. 99/2009) ad alto rendimento CAR) in particolare se utilizzata sullo stesso sito di produzione.

2. Ridefinire e allargare gli ambiti di applicabilità dei SEU (Sistema Efficiente di Utenza) in linea con quanto previsto dalla recente direttiva 2009/72 CE con specifico riferimento ai Sistemi di distribuzione Chiusi (art. 28 dir Ue 2009/72);

3. Modulare il sistema degli incentivi alla cogenerazione CAR con una logica che massimizzi il rapporto benefici/investimenti . In altri termini capire come rimodulare gli incentivi per il “Sistema” che produce nel suo insieme un miglioramento della efficienza energetica: premiando con incentivi specifici le cogenerazioni CAR che implementano la competitività di un processo produttivo, di un comprensorio industriale e dell’utilizzo bilanciato fra calore/freddo tecnologico destinato al processo produttivo e il calore per teleriscaldamento.

4. I requisiti necessari affinché una unità di cogenerazione messa in esercizio a partire dal 1° gennaio 2011 sia considerata ad alto rendimento sono quelli già definiti negli allegati I, II, III e IV del d.l. 8 febbraio 2007 n. 20, denominata “modalità PES”. Nei precedenti incontri con il Ministero dello sviluppo economico nelle ipotesi ai fini del decreto attuativo del d.lgs. 20/2007 è stato esplicitamente indicato che “sono fatti salvi i diritti acquisiti”

In merito a questo punto è stato convenuto che l’intenzione/posizione del Ministero per gli impianti entrati in esercizio prima del 2007 è la seguente: per tali impianti il rispetto dei criteri di riconoscimento di regime cogenerativo stabiliti dalla deliberazione AEEG 42/02 (e successive), cioè indice IRE > 5% o IRE > 10% ed indice LT> 15% deve comportare i relativi benefici attualmente previsti (esenzione dall’acquisto dei CV e priorità di dispacciamento), anche dopo l’entrata in vigore della CAR, e che l’eventuale riconoscimento della CAR secondo il d.lgs. 20/2007 e relativo decreto attuativo avrebbe comportato l’attribuzione degli ulteriori incentivi previsti (TEE).

Infatti, nel resoconto è indicato che: “È stato inoltre esplicitato che ’incentivo in questione è da considerasi come aggiuntivo e non sostitutivo ad altri TEE e/o altri eventuali regimi di sostegno applicabili alla cogenerazione che rispetti i criteri IRE e PES”.

Su questo punto non vi sono indicazioni, nella bozza del d.m., né per quanto riguarda i diritti acquisiti, né per quanto riguarda la possibilità, per gli impianti entrati in esercizio prima del 2007, di accedere alle ulteriori misure di incentivazione nel caso risultassero anche cogenerativi ad alto rendimento. Dato che questo decreto ha il compito di far partire, finalmente, il regime di sostegno alla cogenerazione che lo lamenta da anni, un’indicazione chiara nel decreto sul mantenimento dei diritti acquisiti in termini di “entità del sostegno non inferiore all’equivalenza economica che si aveva con il precedente regime alla data di entrata in esercizio dell’impianto” appare a questo punto doverosa, oltre che legittima, per non creare fraintendimenti ed evitare potenziali situazioni critiche. Inoltre va precisato che il nuovo regime di sostegno deve apportare un incremento netto alla cogenerazione, visto che è esattamente di questo che si è discusso in tutti i mesi di gestazione del decreto: in mancanza di tale precisazione che deve trovare il riscontro sulle modalità tecniche proposte dal decreto, è evidente che non si spiegherebbe il significato stesso del decreto e le lamentele del settore circa la “disattenzione normativa” della quale è vittima.

5. Il mantenimento del riferimento del benchmark europeo nei termini di riconoscimento dei regimi di sostegno al miglioramento dell’efficienza energetica negli usi finali per evitare una distorsione del mercato, soprattutto per il settore industriale dove verrà applicato.

6. Mantenimento dei diritti acquisiti agli impianti entrati in esercizio dopo l’entrata in vigore del d.lgs. 20/2007 che rispettino i criteri dell’IRE e non del PES. Tale posizione è riportata nello schema del decreto e sin da la fase transitoria fino all’entrata in vigore del presente decreto. Questo ostacola nuove installazioni cogenerative, che trovandosi impossibilitate dopo l’entrata in vigore del decreto a godere dei benefici, avrebbero anche una grave lesione del diritto di concorrenza rispetto ad altri colleghi europei.

7. Mantenere l’attuale meccanismo dei TEE “titolo di efficienza energetica” per gli usi finali eliminando distorsioni quali l’esenzione degli obblighi in capo ai distributori elettrici se coinvolti in progetti di “smart grid”, dato che i benefici nell’uso finale non sono stati ancora dimostrati

8. La cumulabilità degli incentivi finora riconosciuti a esclusione del riconoscimento dei Certificati Verdi va mantenuta come peraltro la disciplina dei TEE lo consente.

9. Si chiede d’inserire nel decreto le tecnologie utili al recupero termico destinato a fini energetici.

10. La micro cogenerazione è la più penalizzata dato che non si capisce come funziona il meccanismo della certificazione di prodotto, da chi deve essere emessa, con quali valori di riferimento e come il calcolo delle ore di funzionamento permetta di legare la produzione di calore da cogenerazione. Questo rende impraticabile l’incentivazione alla micro cogenerazione.

Accolto ricorso per la centrale di cogenerazione a Luserna San Giovanni

Luserna S.G.: Centrale a biomasse, il Tar accoglie (in parte) il ricorso del Comune

Con una lunga e complessa sentenza, depositata nella giornata odierna, il Tar del Piemonte ritiene fondato – almeno entro certi limiti – il ricorso del Comune di Luserna S.G. per l’annullamento della determinazione «con cui il Dirigente del Servizio Qualità dell’Aria e delle Risorse Energetiche della Provincia di Torino ha autorizzato l’Azienda Agricola Merlo Guido alla costruzione ed all’esercizio di un impianto di cogenerazione alimentato da biomassa legnosa».

Il Tar ha invece dichiarato inammissibile per un difetto di legittimità il parallelo ricorso presentato da un gruppo di cittadini lusernesi, anche per conto del Comitato Luserna Attiva.

Tra i motivi di accogliemento del ricorso, il Tribunale amministrativo regionale del Piemonte sostiene che «le esigenze connesse all’approvvigionamento energetico da fonte rinnovabile – che sono certamente prioritarie e di rilievo comunitario e che proprio per questo hanno ispirato la semplificazione procedimentale delineata dal legislatore statale (…) – siano talmente preminenti da legittimare la totale pretermissione delle esigenze di tutela del territorio, dell’ambiente e della salute pubblica connesse alla pianificazione territoriale».

«Ciò non significa – aggiunge il Tar – che l’amministrazione comunale sia titolare di un potenziale potere di “veto” in ordine alla realizzazione dell’impianto: significa soltanto che, nell’ambito della conferenza di servizi decisoria (…), l’eventuale dissenso del Comune deve essere preso in adeguata considerazione, attentamente ponderato ed eventualmente superato nella determinazione conclusiva». Cosa che, secondo il Tar, non è avvenuta.

Inoltre, ci sarebbe stato «deficit istruttorio» da parte della Provincia anche sulla parte del progetto relativa al teleriscaldamento: «La parte del provvedimento impugnato concernente la rete di teleriscaldamento fa riferimento ad un piano “di massima” presentato dal soggetto proponente, laddove la legge richiede che l’amministrazione si pronunci su un progetto “definitivo”.

Ciò comporta che ogni valutazione svolta dall’amministrazione provinciale in ordine alla idoneità dell’impianto di cogenerazione a garantire, proprio in virtù della rete di teleriscaldamento, il conseguimento dei valori di rendimento energetico e a ridurre, nel contempo, le emissioni inquinanti, risente necessariamente di tale deficit istruttorio».

Per questo e per altri motivi, il Tribunale amministrativo indica alla Provincia di Torino di:
a) richiedere al soggetto proponente di produrre il progetto definitivo della rete di teleriscaldamento e gli ulteriori chiarimenti istruttori richiesti dal Comune di Luserna S. Giovanni e non ancora evasi;
b) riconvocare la conferenza di servizi;
c) riesaminare in conferenza di servizi, alla luce dei chiarimenti resi dal proponente anche in ordine alla rete di teleriscaldamento, i profili di dissenso formulati dal Comune di Luserna S. Giovanni sotto il profilo urbanistico ed edilizio;
d) concludere la conferenza di servizi con la determinazione conclusiva del responsabile del procedimento, dando conto delle posizioni prevalenti emerse in seno alla conferenza;
e) adottare il provvedimento conclusivo di rilascio o di diniego dell’autorizzazione unica di cui all’art. 12 D. Lgs. 387/2003 in senso conforme al contenuto della determinazione conclusiva di cui al punto precedente, avendo riguardo sia all’impianto di cogenerazione sia alla rete di teleriscaldamento.

Daniele Arghittu

da ECODELCHISONE.IT